L'editoriale

Un saluto per un nuovo inizio

don Enrico, parroco

Siamo ormai rientrati dalle vacanze e un nuovo anno pastorale, in cui crescere come fratelli e sorelle nella comprensione e nella consapevolezza della Comunità pastorale - spazio immediato che ci è dato in cui imparare ed esercitarci nello stile della Sinodalità - si apre per noi. L’invito che ancora con il cuore vi faccio è quello - in questi anni continuamente l’ho ribadito - di approfittare di questa modalità di Comunità pastorale, come luogo in cui aprire il cuore e la mente alla vastità del territorio che ci è stato affidato, luogo in cui imparare la “Missione”. Chi ama la Comunità ne parla bene e si mette in gioco affinché sia accogliente e attenta a tutti coloro che in essa risiedono. Vi lascio ora a questo stralcio della Proposta pastorale del nostro Arcivescovo per questo anno pastorale che inizia che ho tratto dal sito dell’Azione Cattolica diocesana. Continuiamo a camminare insieme irrobustendoci nella fede in Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente e insieme ai sacerdoti, diaconi e religiose della nostra Comunità vi dono il “Benvenuti a Casa!!!”

L'editoriale

"CHE ALLEGRIA C'È?" Proposta pastorale dell'Arcivescovo 26-27: "Offrire al mondo una parola di speranza"

Il suono delle campane che, nei “Promessi sposi”, raggiunge il castello dell’Innominato e interrompe la sua notte di disperazione, è l’immagine simbolo della Proposta pastorale dell’Arcivescovo, mons. Mario Delpini, per l’anno pastorale 2026-2027, al via, come da tradizione, il prossimo 8 settembre. Il titolo della Proposta - “Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?” - è appunto una citazione manzoniana, accompagnata dal sottotitolo esplicativo: “Lo stile sinodale per la missione di irradiare la gioia cristiana”. Il testo è stato illustrato venerdì 19 giugno dallo stesso Arcivescovo durante l’incontro con i decani della diocesi al Centro pastorale di Seveso, ed è online sul portale diocesano e disponibile nelle librerie cattoliche.

Uno stile riconoscibile e gioioso

La Chiesa non è chiamata a moltiplicare iniziative o a difendere strutture, ma a testimoniare ed annunciare il Vangelo attraverso uno stile di vita riconoscibile, gioioso, fatto di relazioni autentiche, corresponsabilità, ascolto e servizio: questo il filo conduttore del documento, che, come già avvenuto lo scorso anno, mette al centro il tema della sinodalità come “stile permanente” delle comunità cristiane, con un forte invito alla traduzione pratica delle indicazioni emerse in questi anni nella Chiesa universale e italiana.

Uno stile sinodale nella quotidianità

È il momento, afferma in sostanza mons. Delpini, di rendere ordinario uno stile sinodale che coinvolga concretamente parrocchie, comunità pastorali, organismi di partecipazione, sacerdoti, consacrati e laici. “Questo – scrive – è il tempo di applicare con quotidiana disciplina, convinzione e attenzione lo stile sinodale. Lo esige, mi pare, l’urgenza della missione, la priorità del Vangelo, come dice Papa Leone”. Nel presentare la Proposta ai decani, Delpini ha sottolineato che “ci appassiona la missione di offrire al mondo una parola di speranza. Il tema della missione deve essere sempre prioritario: che significa non tanto fare qualcosa in più ma irradiare la gioia del Vangelo, perché chi incontra i cristiani si chieda da dove arriva questa gioia”. Lo stile sinodale, ha detto l’Arcivescovo, “può essere visto come una profezia sociale, come una responsabilità di andare controcorrente rispetto alla mentalità del mondo, per contestare l’autoritarismo. Dentro la comunità cristiana non è che chi ha il potere domina, ma chi ha il potere serve, per essere promotore di un percorso fraterno e condiviso, per sviluppare l’arte del camminare insieme”. Ancora, la Proposta insiste sulla sinodalità come occasione di conversione per i cristiani, di fronte alla frammentazione della vita sociale e all’individualismo crescente, che, secondo mons. Delpini, porta a costruirsi un “Dio secondo me”. Una via attraverso cui la sinodalità può e deve diventare una pratica ordinaria è quella della corresponsabilità, a cui sono chiamati tutti i membri della comunità cristiana. In quest’ottical’Arcivescovo richiama la necessità di liberare i presbiteri da compiti che possono essere assunti da altri membri della comunità, affinché possano dedicarsi pienamente al loro ministero, ad esempio all’accompagnamento vocazionale, dei giovani e non solo.

Dalla partecipazione alla corresponsabilità

Ampio spazio viene dedicato, nella seconda parte della Proposta, agli organismi di partecipazione chiamati a diventare sempre più luoghi di corresponsabilità. “Si ha infatti l’impressione che molta parte del cammino sinodale e delle attività dei Consigli pastorali e delle Assemblee sinodali decanali siano rimaste nozioni vaghe e astratte che non hanno inciso nella vita delle comunità”. Particolare attenzione è, inoltre, riservata alla formazione. “Gli organismi diocesani devono presentare – vi si legge – proposte di formazione condivisa tra formazione del clero, religiosi e laici su qualche tema specifico (formazione permanente del clero, vita consacrata, équipe sinodale, azione cattolica, associazioni e movimenti). Il documento si conclude tornando all’immagine iniziale dei Promessi sposi. Il suono delle campane che raggiunge il Castello dell’Innominato diventa per l’Arcivescovo una metafora della missione della Chiesa che è “un popolo che si raduna, convocato da una promessa di gioia, di benedizione, di sapienza. La gioia del popolo diventa un suono festoso che raggiunge tutte le case, tutte le storie e tutte le inquietudini. Così vorremmo essere: un invito alla gioia di Dio”. “Mi piacerebbe che la comunità cristiana, con tutto il bene che fa e gli impegni che la caratterizzano, sia una presenza festosa dentro la storia e dentro la città o il paese in cui vive, che ci sia una gioia che si diffonde, come il suono delle campane citate dal Manzoni”.  

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La grande riscoperta delle vacanze

don Simone

C’è un’immagine che fotografa la nostra vita di ogni giorno: quella di un uomo sul tapis roulant di un aeroporto. Cammina, corre, si affanna, ma è il rullo meccanico a decidere il ritmo, a trascinarlo avanti. Spesso arriviamo a giugno così, stremati, con la sensazione di aver subìto i mesi passanti, schiacciati dall'ansia della prestazione, dai doveri familiari, da un attivismo che promette la felicità ma lascia le mani vuote. E allora sogniamo le vacanze come la terra promessa, il momento in cui finalmente potremo "staccare la spina". Ma qui scatta la trappola. Perché la logica del mondo, quella che misura tutto in base all'esito, all'efficienza e alle conseguenze, non va in ferie. Traslochiamo semplicemente le nostre pretese di possesso sui giorni estivi. Le vacanze rischiano di diventare un altro tapis roulant: l’ansia di dover fare tutto, di dover vedere tutto, di dover riempire il "vuoto" con performance turistiche, divertimenti a comando o post da esibire sui social per dire "ci sono, esisto, valgo qualcosa". Nel Vangelo di Marco accade qualcosa di dirompente. I discepoli tornano dalla missione entusiasti e stanchi, la folla li assedia, non hanno neanche il tempo di mangiare. La logica dell'efficienza direbbe: "Battete il ferro finché è caldo, organizzate la struttura, capitalizzate il successo". Gesù, invece, spezza questa misura. Dice loro «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’». Quello di Gesù non è il consiglio di un buon manager che si preoccupa del “burnout” dei suoi dipendenti. È lo sguardo di Uno che ha a cuore il nostro cuore. Gesù li chiama "in disparte" non per un vuoto, ma per una presenza. Sta dicendo che la vita, per essere umana, ha bisogno di un punto di origine che non dipenda da ciò che sappiamo fare o produrre.

La parola "vacanza" evoca il vuoto. Ma per un cristiano questo vuoto non è un'assenza da colmare con la distrazione: è lo spazio libero per accorgerci di ciò che c'è, per lasciarci guardare da un Amore che ci precede. Il riposo allora non è l'anestesia dei nostri desideri, ma il loro risveglio. Abbiamo tre grandi possibilità in questo tempo estivo per verificare da chi siamo generati, per non lasciarci mettere in gabbia dalle nostre stesse proiezioni: 

1. Lo stupore che mendica. Davanti a un paesaggio di montagna, al silenzio del mare o semplicemente al tempo ritrovato in un pomeriggio d'estate, possiamo decidere di possedere le cose o di contemplarle. La natura è il metodo discreto di Dio, un richiamo sommesso che non si impone, ma che domanda una ricerca. Sentirsi amati e preferiti dentro la bellezza del creato è l'inizio della lode. 

2. La gratuità dei volti. Durante l'anno le relazioni rischiano di ridursi a scambi funzionali. La vacanza ci sfida a stare con l'altro — il coniuge, i figli, gli amici — senza pretese di rendimento. Accettare l’altro come un dono, con i suoi limiti, e persino goderci la fatica o l'errore di una giornata andata storto, significa far entrare il "metodo di Cristo" in casa nostra: quello che trasforma la convivenza in comunione.  

3. La memoria della domenica. La preghiera non è un dovere da assolvere per metterci a posto la coscienza, ma il respiro di chi riconosce che la mattina non si alza da solo: c’è qualcun altro che lo chiama all'esistenza. Curare la Messa domenicale in vacanza, senza la fretta dell'orologio, è fare memoria di quel punto originale che non dipende da noi. La vera vacanza non si misura dai chilometri percorsi o dal livello di comfort, ma da quanta libertà abbiamo guadagnato. Se avremo avuto il coraggio di stare davanti a noi stessi e di lasciarci abbracciare da quella preferenza divina che abita l'istante, non avremo più bisogno di fuggire dalla realtà. Torneremo a settembre, sullo stesso tapis roulant del quotidiano, ma con una certezza capovolta: che il nostro valore non dipende dalle nostre realizzazioni, ma da Uno che ci ha guardati per primo e continua a custodirci.

Buona estate di riscoperta!

 

Comunicato: Mons Delpini, incarico prorogato per un anno

Dal sito della Diocesi apprendiamo che: come prescritto dal Codice di diritto canonico (Can. 401 § 1), al compimento del 75° anno di età, lo scorso 29 luglio, l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha rimesso nelle mani del Santo Padre il governo pastorale dell’Arcidiocesi. Con una lettera giunta alcuni giorni fa, il Nunzio apostolico in Italia, monsignor Edgar Peña Parra, ha comunicato all’Arcivescovo che papa Leone XIV ha «accettato detta rinuncia con la formula nunc pro tunc, prorogando l’incarico per un anno». Lo stesso Nunzio ha altresì comunicato che, al termine del periodo indicato, dopo il mese di luglio 2027, la Nunziatura apostolica «darà inizio alla consueta indagine per la provvista di codesta Sede. L’Arcivescovo rimarrà, pertanto, in carica fino alla pubblicazione della nomina del Suo successore».

UNA FIACCOLATA PER IL NUOVO ANNO ORATORIANO

La Fiaccolata degli Oratori arriverà domenica 13 settembre sul sagrato della chiesa Sacra Famiglia verso le ore 19.10. L’accoglieremo festosamente e poi da quel fuoco accenderemo tre lumi che porteremo: uno presso la chiesa di San Francesco e gli altri due alla chiesa di Cristo Re e di Sant’Ambrogio per abbracciare tutta la Comunità pastorale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SAGRA DI SAN FRANCESCO 2026

Giunta alla quinta edizione, la Sagra di San Francesco – promossa dalla nostra Comunità pastorale in collaborazione con la Compagnia teatrale Impara l’arte – animerà, nel prossimo mese di ottobre i 
nostri quartieri, con eventi di qualità e vario tipo, tutti ad ingresso gratuito. 
Ma abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. 
Il tuo contributo economico servirà a sostenere l’organizzazione e le spese di tutti gli eventi in programma. Ogni donazione, piccola o grande, può fare la differenza. 
Con il tuo gesto ci aiuti a mantenere viva una tradizione che appartiene a tutti gli abitanti della nostra Comunità. 

Per donare, accedi al link 


per visualizzare il programma
 

Pellegrinaggio in Portogallo

PORTOGALLO da scoprire
da FATIMA a LISBONA
tra cultura, sapori e borghi

la Comunità San Francesco di Monza propone

Un cammino nei luoghi della fede

dal Santuario della Beata Vergine del Rosario a Fatima
fino alla chiesa di Sant’Antonio da Padova a Lisbona

dal 19 al 23 ottobre 2026

Il viaggio avverrà con voli di linea
Milano - Lisbona e viceversa.

In Portogallo avremo a disposizione un pullman GT per tutto il periodo del tour e saremo accompagnati
da una guida locale parlante lingua italiana. La sistemazione sia a Fatima che a Lisbona sarà in hotel 3/4 stelle in camera doppia con servizi privati, colazioni pranzi e cene sempre inclusi.

Per questo viaggio è richiesta la Carta d’Identità Elettronica

Per consentire il tempestivo blocco dei voli aerei, è necessario procedere fin da subito all’iscrizione presso
il Centro Parrocchiale don Angelo Cazzaniga. Il 07 luglio alle ore 21 sempre presso il Centro Parrocchiale, si terrà un incontro con l’agenzia di viaggi, durante il quale verrà illustrato nel dettaglio il programma e fornite le indicazioni operative. In tale occasione dovrà essere versato un acconto di 350 euro, con la possibilità anche di pagare con carta di debito /credito.
Il relativo saldo sarà da versare entro il 15 settembre 2026.

Il costo complessivo del viaggio sarà determinato al termine delle iscrizioni in base al numero dei partecipanti come indicato nel programma completo disponibile su questo sito  nella

PAGINA DEDICATA

e presso la segreteria del Centro Parrocchiale.

Orizzonti di memoria

CONCORSO

LETTERARIO FOTOGRAFICO

promosso da

SPAZIO SOCIALITA’ ANZIANI

COMUNITA’ SAN FRANCESCO - MONZA

 

Spazio Socialità Anziani promuove, all’interno della Sagra di San Francesco, un concorso letterario-fotografico aperto a tutte le persone di ogni età che vogliono valorizzare la propria creatività narrativa, poetica e visiva
promuovendo opere che sappiano raccontare, evocare e custodire esperienze di vita, lavoro, comunità, impegno sociale e religioso.
Il concorso “Orizzonti di Memoria”evoca il passato ma guarda avanti, trasformando l’eredità di ieri nella bussola necessaria per navigare il domani.

Le tre sezioni di narrativa, poesia e fotografia, sono pensate per accogliere linguaggi diversi, ma uniti da un filo comune della voglia di raccontare, ricordare, condividere.

La partecipazione al concorso è gratuita. La scadenza per l’invio delle opere è fissata al 15 settembre 2026, mentre la cerimonia di premiazione si terrà domenica 11 ottobre 2026 alle ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale Don Angelo Cazzaniga.

VIsualizza tutte le informazioni nella

PAGINA DEDICATA 

 

Spazio Socialità Anziani - Centro Parrocchiale Don Angelo Cazzaniga
via Muratori,3 Monza e-mail: spaziosocialita@sanfrancescomonza.it

SPAZIO SOCIALITA' ANZIANI

Spazio Socialità Anziani sospende le attività per la pausa estiva.

Ci rivediamo a settembre. Buona estate a tutti.

A settembre riprenderanno anche i nostri consueti incontri del venerdì.
Il 18 settembre, alle 15.00, inizieremo il nuovo anno con uno spettacolo canoro dal vivo a cura della Sig.ra Mariangela, il nostro affezionato “mimo canterino”.

Sempre a settembre è prevista una nuova sessione di Formula100, presso il Centro Parrocchiale Don Angelo Cazzaniga: uno screening multidimensionale gratuito, realizzato con l’aiuto dei medici geriatri dell’Università Milano–Bicocca, per valutare insieme le risorse fisiche e mentali di ciascuno.
La prima edizione ha visto la partecipazione di oltre 70 persone e ha dato ottimi risultati: per questo vi consigliamo vivamente di aderire.

Tutti gli incontri si terranno presso il centro parrocchiale Don Angelo Cazzaniga

Per informazioni scrivere a 
spaziosocialita@sanfrancescomonza.it

 

Sostegno alla povertà

Nelle chiese della comunità pastorale, a cura della San Vincenzo della Comunità di San Francesco e della Caritas, una domenica al mese portando prodotti e generi alimentari alle S. Messe.

Raccolta del 12 e 13 SETTEMBRE 2026

Prodotti:  OLIO - LATTE - CAFFE' - BISCOTTI PER COLAZIONE

 

 

GUARDAROBA DI SAN FRANCESCO

Presso l'oratorio Alberto Marvelli, parrocchia Cristo Re

È un’iniziativa promossa da anni in Parrocchia, finalizzata a sperimentare in concreto i valori della sobrietà, del riciclo, dello scambio disinteressato.

Secondo le indicazioni delle volontarie, vengono raccolti capi seminuovi e nuovi per bambino, ragazzo, donna e uomo, che durante le aperture sono ceduti su offerta libera, a sostegno delle attività dell’Oratorio.

 

PROSSIME APERTURE:

Domenica 24 maggio 2026

 

Misa de difuntos

Continua l’intenzione di vivere un momento di comunione tra nazionalità e realtà diverse:

Ogni ultimo venerdì del mese, nella Chiesa Sacra Famiglia, la S. Messa delle ore 18.30 avrà la presenza anche dei nostri fratelli e sorelle latinoamericani. Un cesto, posto sul tavolino a metà chiesa, raccoglierà i nomi dei defunti che si vorranno ricordare, oppure un’intenzione particolare, per cui pregare. Verranno poi portati all’altare e presentati al Signore. Puoi preparare prima, a casa tua, il tuo foglietto che depositerai poi in questo cesto.